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Il cielo: astronomia

Binocolo o telescopio: da dove iniziare

Per la maggior parte dei principianti, un normale binocolo (per esempio 7×50 o 10×50) è il miglior primo strumento: è facile da usare e basta per vedere i crateri lunari, le quattro lune più luminose di Giove e gli ammassi stellari. Un telescopio ripaga quando vuoi dettagli più fini, come gli anelli di Saturno. Ciò che conta di più è l'apertura, cioè il diametro della lente o dello specchio principale, non l'ingrandimento pubblicizzato.

Quasi tutti chi comincia a guardare il cielo prima o poi si chiede che cosa comprare. La risposta dipende dai tuoi obiettivi, ma c'è un punto di partenza solido: il binocolo.

Perché il binocolo è un buon inizio

Il binocolo è semplice. Lo impugni con due mani, guardi con entrambi gli occhi e vedi un'immagine dritta. Non c'è nulla da montare, nessuna montatura da bilanciare, ed è pronto in pochi minuti. Il suo ampio campo visivo rende inoltre molto più facile orientarsi nel cielo.

Spesso troverai stampati numeri come 7×50 o 10×50. Il primo è l'ingrandimento (quante volte più grande appare un oggetto); il secondo è il diametro delle lenti frontali in millimetri. Con un binocolo così puoi vedere:

Il binocolo resta utile per tutta la vita: anche chi possiede grandi telescopi lo usa per una rapida scansione del cielo. Se non sei sicuro che questo hobby faccia per te, è il primo passo con meno rischi. Per qualche consiglio su come iniziare, leggi Come guardare il cielo.

I principali tipi di telescopio

I telescopi raccolgono la luce con una lente o con uno specchio. Esistono tre grandi famiglie:

Rifrattore. Usa una lente come obiettivo. Il tubo è chiuso, le immagini sono nitide e la manutenzione è minima. A parità di diametro, però, costa più di un modello a specchio. È adatto a Luna, pianeti e stelle doppie.

Riflettore. Usa uno specchio primario concavo. La configurazione più nota è il newtoniano. Offre la maggiore apertura per il prezzo, ed è per questo che piace agli amatori. Ogni tanto gli specchi vanno collimati (allineati).

Catadiottrico. Combina lenti e specchi (per esempio gli schemi Schmidt-Cassegrain e Maksutov). Il tubo è corto e portatile, ma i prezzi sono in genere più alti.

Oltre al tubo conta anche la montatura. Il Dobson, una semplice struttura a scatola e base rotante, è molto amato dai principianti perché è stabile e facile da puntare. Una montatura ballerina può rovinare un'ottica eccellente, perché a forte ingrandimento ogni vibrazione viene amplificata.

Apertura contro ingrandimento

L'errore più comune è comprare in base all'ingrandimento pubblicizzato. L'ingrandimento dipende dall'oculare (la lente intercambiabile attraverso cui guardi) e si può cambiare. Il vero limite è l'apertura: il diametro della lente o dello specchio dell'obiettivo.

L'apertura determina due cose:

  1. Capacità di raccogliere luce. Cresce con l'area dell'obiettivo, quindi con il quadrato del diametro. Un'apertura di 100 mm raccoglie circa quattro volte più luce di una da 50 mm.
  2. Risoluzione. Un'apertura maggiore riesce a separare dettagli più fini, come le stelle doppie molto vicine.

Come regola pratica, gli amatori considerano l'ingrandimento massimo utile pari a circa il doppio dell'apertura in millimetri. Un telescopio da 80 mm funziona quindi bene fino a circa 160×. Oltre, l'immagine è più grande ma più scura e sfocata. Per questo diciture come «500×» su un piccolo telescopio non dicono nulla sulla qualità.

Per i binocoli c'è un altro numero da conoscere: la pupilla d'uscita, cioè la larghezza del fascio di luce che esce dall'oculare. Si ottiene dividendo l'apertura per l'ingrandimento, quindi 10×50 dà 5 mm. La pupilla umana adattata al buio si apre a circa 5–7 mm, e tende a restringersi con l'età.

Aspettative realistiche

Le immagini dei telescopi spaziali e le astrofotografie a lunga posa non somigliano a ciò che vedi all'oculare. L'occhio non può accumulare luce nel tempo, quindi galassie e nebulose appaiono come deboli macchie grigiastre. È normale, e a molti osservatori dà un'emozione speciale sapere che quella luce ha viaggiato per milioni di anni prima di arrivare al loro occhio.

I pianeti sono più gratificanti. In un piccolo telescopio Saturno mostra i suoi anelli, e Giove mostra fasce nuvolose e lune che cambiano posizione di notte in notte. Venere mostra le fasi come la Luna. I colori, però, sono più tenui che nelle fotografie.

Alcune cose migliorano qualsiasi sessione di osservazione:

Come semplice guida: se vuoi iniziare subito con poco impegno, scegli un binocolo. Se sai già di volere pianeti e dettagli più fini e ti fa piacere imparare a usare lo strumento, scegli un telescopio con la maggiore apertura che sei ancora disposto a trasportare e montare. Lo strumento migliore è quello che porterai davvero all'aperto.

Domande e risposte

Per un principiante è meglio un binocolo o un telescopio?

Per la maggior parte delle persone il binocolo è l'inizio migliore: è semplice, relativamente economico, ha un ampio campo visivo e mostra la Luna, le lune di Giove e gli ammassi stellari. Un telescopio offre un ingrandimento maggiore, ma richiede una montatura e più pratica.

Che cosa si vede con un binocolo 10×50?

I crateri lunari, le quattro lune più luminose di Giove, le Pleiadi, alcune nebulose e ammassi stellari, e la Galassia di Andromeda come una debole macchiolina sotto cieli bui. Per gli anelli di Saturno serve un ingrandimento maggiore.

Che cosa conta di più, l'ingrandimento o l'apertura?

L'apertura, cioè il diametro della lente o dello specchio. Determina quanta luce viene raccolta e quanto dettaglio fine si può risolvere. L'ingrandimento si cambia con gli oculari e, oltre circa il doppio dell'apertura in millimetri, non aggiunge nitidezza utile.

Con un telescopio vedrò le immagini colorate in stile NASA?

No. Quelle immagini nascono da lunghe esposizioni, filtri speciali ed elaborazione. All'oculare nebulose e galassie appaiono come deboli macchie grigiastre, mentre i pianeti sono più nitidi ma con colori più tenui.

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